San pietro in Gu > Associazioni > A.C.R.

Sabato 04/06/05, domenica 05/06/05…dal diario di un’animatrice…

Ufff!!!Sono stanchissima, ma voglio condividere con voi anche questo bel momento…Arrivo da un week end super impegnatissimo con l’animazione acr: nonostante i miei sette, forse otto anni consecutivi, da animatrice, era da un po’, (giustifichiamoci con la scusa della lontananza e dell’esperienza della clown terapia), che non mi mettevo in gioco in prima persona.
Ieri sera abbiamo fatto la festa finale con i genitori e, come al solito, nonostante ci stessimo dando da fare dalle 3,00 del pomeriggio (e da molti mesi), verso le 8,30, ora fissata per iniziare la festa, eravamo ancora nel caos totale! Il mio gruppo, 6/8 anni, si era impegnato (il termine non va bene, ma passiamolo lo stesso), nella recitazione.
Mettevamo in scena la storia di Piccola Piuma, una rondinella che perde la strada e che, nel tentativo di cercare rifugio, si sente rifiutata da tutti i suoi simili. Trova accoglienza presso uno spaventapasseri e i due, superando varie insidie, trasformano la profonda diversità in un sentimento molto simile all’amore, tanto che Piccola Piuma salverà poi la vita al suo amico.
A poche ore dal debutto scopriamo che uno dei due protagonisti, lo spaventapasseri, non sarà presente alla festa, mentre abbiamo la conferma che due delle narratrici sono partite per il mare per tutto il mese di giugno…
Chiara, una delle nostre animatrici, in pieno panico, si era offerta di fare la parte dello spaventapasseri, e, nonostante io e David cambiassimo gli scenari quando ci sembrava, guardandoci negli occhi per accordarci, e alcuni dei nostri bimbi tentassero di far cadere il separè…lo spettacolo è riuscito… Più traumatico invece il canto finale (sempre ad opera del mio gruppo!): “I bambini fanno oh…”. Ci avevamo messo mezz’ora per fare il cartellone gigante in modo da poter leggere bene le parole e un ‘altra mezzora per gonfiare i palloncini, consumando, prima che realizzassi che potevo andare a casa a prendere la pompetta, tutta l’aria nei polmoni... Non solo i ragazzi non hanno cantato, ma poco male visto che David aveva alzato lo stereo a tutto volume, ma hanno cominciato a scoppiare i palloncini con i piedi e a lanciarli addosso al pubblico con forza! (marasma totale!). Mariella, vedendo la disperazione nei miei occhi, mi ha detto che l’effetto dei palloncini colorati per la stanza era bellissimo!
Davvero carino sia lo spettacolo delle prove di abilità, che consisteva in capriole, tiri a canestro e nella porta da calcio, slalom, corsa, che i quizz a tema: entrambe le attività hanno avuto, a mio avviso, due punti forti, il fatto che fossero divertenti e la possibilità di coinvolgere e di mettere alla prova le abilità fisiche e intellettuali dei genitori. Non dimentichiamo gli intervalli pubblicitari realizzati dalle nostre acierrine, ad effetto “acr bull ti mette le ali…” (complimenti per lo spirito d’iniziativa!), e la bellissima scenetta di Luca&Stefano, in Ale&Franz sulla panchina, nei giardini di Milano (da Zelig). Non sono mancati, come in tutte le feste acr, iniziative che a me piacciono veramente un sacco, canti e bans, tentando di coinvolgere anche il pubblico! Merita inoltre un cenno la lotteria allestita da Daniela e Luca, che ci ha permesso di raccogliere parte dei fondi per continuare a finanziare i
l progetto di adozione a distanza di Bihel, che ormai portiamo avanti da anni. Grazie a tutti per la partecipazione!
Nonostante tra le pulizie della stanza e qualche chiacchiera avessimo fatto notte fonda, stamattina, alle ore 8,00, più o meno puntuali, ci siamo ritrovati davanti alla chiesa con meta Carmignano di Brenta, “Acierrissimo 2005”, festa vicariale a conclusione delle attività.
La mattinata era strutturata in una grande caccia al tesoro a tappe: in ogni tappa giungevano gruppeti di una ventina di ragazzi divisi per fasce d’età, superata la prova si acquisiva un pezzetto di ancora. Solo superando tutte le prove e trovando tutti i biglietti si aveva modo di comporre il puzzle dell’ancora!
Il motto di quest’anno era infatti “in barca, ancora in barca!!”, ovvero avevamo affrontato il tema del viaggio, per tracciare le rotte, indicare le vie, le fermate, studiare i punti fissi del bellissimo percorso che è la vita…
“I sogni, da soli, possono servire a volare, partire, qualcuno ci sarà…Perché soli, i sogni, non vanno mai lontano, ma al tuo fianco, un sorriso, il ritmo ti darà”
Con Dany e Gian rappresentavo la tappa “condivisione”: prima e dopo la nostra prova ci siamo seduti in cerchio attorno ad un albero per riflettere ed interagire sul significato del nostro gioco…Mi sono quasi emozionata nel vedere tanti visini, alcuni timidi, altri sfrontati nel dare risposte divertenti o che non centravano nulla con le domande, ma tutti lì per lo stesso motivo…
Bellissimo incontrare Marco, il responsabile di Piazzola: mi ha fatto ricordare com’è bello organizzare assieme questi eventi e mettersi in gioco…com’è bello donare il proprio entusiasmo e le proprie forze, la soddisfazione finale!…E’ stato più o meno in quel frangente che ho avuto l’illuminazione del campo diocesano… Per me i campi sono rigeneranti, ti donano la voglia di fare, l’energia, le idee, le iniziative e creano legami che non si dissolvono mai, neanche con il passare del tempo…
E poi gli stand del pomeriggio: la posta, la realizzazione di strumenti musicali, di magliette dipinte e di quadretti con il riso colorato. A differenza di altri anni, ho visto una partecipazione numerosa e attenta alle attività del pomeriggio, probabilmente perché ben realizzate, e con un’affluenza molto minore di quello che poteva essere un acierrissimo diocesano, di conseguenza ogni ragazzo aveva il proprio spazio, non c’erano tempi morti o di attesa tra uno stand e l’altro, e si era ben seguiti dagli animatori referenti.
E poi canti, bans, musica, colore, palloncini che volano in aria facendo sollevare lo striscione con le dediche, le impronte colorate delle mani, le firme…Il sole caldo, i cappellini e le bandane colorate, il pallone, i timidi sorrisi, le grida, i giochi, l’allegria…
Voto più che buono quindi alla festa…Giochi ben organizzati e bimbi e animatori soddisfatti, ed è questo che mi fa essere veramente felice di essere un‘animatrice…
Sonia (in corsia e fuori… clown Mapo)


Un’animatrice  Piccolo falco Cip)



Campi Scuola

Vediamo se riesco a manifestare in poche righe tutto il mio entusiasmo per l’iniziativa dei campi parrocchiali ed incitare sempre più genitori a far provare ai loro figli questa esperienza eccezionale…
Da anni ormai i campi scuola della parrocchia di San Pietro in Gu si svolgono a Passo Cereda, vicino a Fiera di Primiero, in Trentino, tra boschi incantati, prati verdissimi e montagne che riempiono il cuore di pace, in una casa molto grande, spaziosa ed accogliente. Le lunghe giornate trascorrono in un lampo grazie a scenette, i cui protagonisti siamo noi animatori (che panico da palcoscenico!), che danno lo spunto per lavori di gruppo e riflessioni da parte dei ragazzi Immancabile la ginnastica del mattino che comprende la corsetta in salita (alle 8.00!), le lunghissime passeggiate in mezzo alla natura, i giochi di squadra, i bans, i canti, i balli e le attività che promuovono la fantasia e la voglia di stare insieme dei ragazzi. Per esempio nel campo al quale ho partecipato quest’anno abbiamo costruito gli aquiloni scrivendoci sopra i nostri sogni e facendoli librare nell’aria, abbiamo organizzato la “Corida de Paso Ceredas”, la cui documentazione fotografica è impressionante, abbiamo partecipato alle mini olimpiadi con gare riservate anche agli animatori, e messo in scena il “Titanic”.
In tutti i campi non mancano i momenti più difficili, spesso i bimbi più piccoli, in alcuni particolari momenti della giornata, sentono la mancanza dei genitori e scoppiano a piangere, ma la cosa si risolve in pochi minuti e basta un sorriso di un loro amico o di un animatore per riportare la luce nei loro occhi. A fine campeggio i ragazzi sono diversi rispetto alla partenza, cambiati, cresciuti: imparano ad arrangiarsi in tante cose che prima per pigrizia o poca buona volontà non facevano da soli. Imparano a stare assieme ai loro compagni cercando di non litigare, cercano di ascoltare le attività proposte da noi animatori e di far partecipare tutti ai giochi. Piangono, ridono, gridano, cantano, chiacchierano prima di addormentarsi e urlano nel sonno durante la notte, pregano, costruiscono, condividono i loro sogni… Corrono, giocano, puliscono e riordinano (!!??solo sotto stretta sorveglianza!!), cadono più volte dal letto nel corso della notte non ricordando nulla la mattina successiva. Collaborano, ci abbracciano e ci prendono per mano sorridendoci, insegnandoci quant’è bello “il volo della vita!”.


Un’animatrice  (Piccolo Falco Cip)



A.C.R.

“L’ACR è il più meglio che c’è!”  Chissà quante volte vi sarà capitato di sentire questa frase un po’ sconnessa dai nostri ragazzi che frequentano il gruppo ACR. Ma che cos’è l’ACR? Letteralmente l’Azione Cattolica Ragazzi. E’ una specie di progetto per tutti i bambini che scoprono che lo stare insieme ha una radice profonda nell’essere “amici” del Signore, capaci di condividere i doni ricevuti, di imparare a vivere come fratelli, non tirandosi indietro rispetto alle difficoltà della vita e della crescita.
Le fasi che ritmano il cammino dell’ ACR sono quattro: la prima, il tempo d’inizio che si prolunga fino a Natale e che comprende il mese del CIAO, la seconda che inizia con il mese della pace e arriva fino a Pasqua, il mese degli INCONTRI, e infine il TEMPO ESTATE, caratterizzato dai campi scuola.
Il cammino ACR è suddiviso in tre tappe: 6/8, 9/11,12/14 anni , con attività e giochi differenziati in base all’età. Cosa si fa all’ACR? Si canta e si balla, si imparano slogan ritmati da gesti, canzoni e bans. Quale acierrino non conosce il bans del pipistrello, Laurensia, la banana o il tortellino? All’ACR si gioca tutti insieme, divertendosi, approfondendo il rapporto di conoscenza con altri ragazzi della stessa età e imparando il rispetto delle regole. All’ACR si colora, si dipinge, si riflette, si scoprono valori importanti come l’amicizia e la famiglia, si collabora, si tenta di seguire il cammino proposto. All’ACR si sta insieme, si scherza, si ride, ci si mette in gioco. Uno dei momenti più significativi è la festa conclusiva: l’acierrissimo che fa riunire assieme migliaia di acierrini e i loro animatori, in una giornata piena di gioia, di divertimento, di canti a squarcia gola, di bancarelle/stand a tema (es. quello dei sali colorati, delle perline, della costruzione di piccoli oggetti, del trucco, della pittura…).
Da sei anni ormai l’ACR di San Pietro in Gu è impegnata in un progetto di adozione a distanza di un ragazzo Etiope: si chiama Bihel, va a scuola ed ha quattordici anni. Ci auto finanziamo con le offerte dei paesani: annualmente organizziamo un mercatino alle porte della chiesa con oggetti costruiti dai nostri ragazzi; magliette dipinte, vassoi, sassi ferma porta, sali colorati, porta penne, braccialetti; o uno spettacolo al quale tutti partecipiamo con scenette, teatrini e rappresentazioni.
Che dire se non “Bella è l’ACR tutti ci unisce/nessuno che sparisce/Bella è l’ACR tutti per mano saremo un aeroplano/Bella è l’ACR forza ragazzi/saltiamo come pazzi/Bella è l’ACR mani per tutti, la gioia esploderà/”.

Ti aspettiamo….


Un’animatrice  (Piccolo Falco Cip)

Alcune informazioni sono state tratte dal fascicolo “…tutta un’altra musica!” formato famiglia Fondazione Apostolicam Actuositatem - ACR